< src="https://www.blogfree.net/rss.php?a=gesuilsignoreamenalleluia&type=html&color=000000&n=10" allowtransparency="true" style="width:100%;height:200px" scrolling="auto" frameborder="0">
BlogFree

Testimonianze sull'esistenza dell'inferno

« Older   Newer »
  Share  
San Raffaele Arcangelo
view post Posted on 5/3/2017, 17:36





Fatima
Fatima. Nella terza apparizione della Beata Vergine, 13 giugno 1917, a Francesco, Giacinta e Lucia, i tre pastorelli di Cova di Iria, (i primi due fatti santi il 13 ottobre 2000 da Papa Giovanni Paolo II) sono stati testimoni della reale esistenza dell’inferno… Racconta la veggente Lucia: “Dicendo queste ultime parole, la Signora aprì le mani, come aveva fatto durante i due mesi precedenti. La luce proveniente da esse sembrava penetrare la terra e vedemmo un mare di fuoco. Immersi in questo fuoco c’erano demoni e anime che sembravano tizzoni trasparenti, alcuni neri o bronzei, in forme umane, portate intorno dalle fiamme che uscivano da essi assieme a nuvole di fumo. Essi cadevano da tutte le parti, proprio come le scintille cadono dai grandi fuochi, leggere, oscillanti, tra grida di dolore e di disperazione, che ci atterrirono fino a farci tremare di paura. (Deve essere stata questa vista che mi fece gridare; la gente infatti dice di avermi sentita dare un grido). I demoni potevano essere distinti dalla loro somiglianza a orribili ripugnanti e sconosciuti animali, incandescenti come carboni accesi. Atterriti e come per supplicare aiuto, alzammo gli occhi verso Nostra Signora, la quale ci disse con gentilezza, ma anche con tristezza: «Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Al fine di salvarli Dio desidera di stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato»”…
Santa Faustina Kowalska
Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribIli torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è. Ora non posso parlare di questo. Ho l'ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno. Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco incessantemente la Misericordia di Dio per loro. O mio Gesù, preferisco agonizzare fino alla fine del mondo nelle più grandi torture, piuttosto che offenderTi col più piccolo peccato.

Dal "Diario"
20/10/1936, II Quaderno

Medjugorje
Nel 1981, i veggenti abitavano tutti nello stesso quartiere diBijakovici, ai piedi del Podbrdo. Un pomeriggio Jakov e sua cugina Vicka erano sfuggiti alla sorveglianza generale con uno dei loro trucchi, tornavano da Citluk e decisero di andare nella casa dove Jakov abitava con sua mamma, perché avevano fame. La mamma di Jakov, Jaka, era estremamente povera e tutti e due vivevano in due minuscole stanze, senza acqua corrente, nella scomodità caratteristica del Medjugorje antecedente le apparizioni della Madonna. Vicka e Jakov sono arrivati a casa senza fiato e hanno detto a Jaka che avevano fame. Poi si sono messi in un altro angolo per parlare insieme, mentre Jaka preparava loro un piccolo spuntino frugale: dopo dieci minuti li chiama… nessuna risposta! Erano esattamente le 15,20. Jaka entra nell’altra stanza… nessuno! Il sangue le monta alla testa, perché era impossibile che fossero usciti senza che li avesse visti passare. Ha un bel ripensare a ogni minuto passato dopo il loro arrivo, non serve a niente, è incomprensibile… dovrebbero essere là! D’altra parte li aveva sentiti parlare poco tempo prima. Un abisso di angoscia l’afferra. La milizia… ma no, come avrebbe potuto prenderli senza passare dalla cucina? Esce spaventata e trova la mamma di Ivan che scende per il sentiero. – Non hai visto Jakov e Vicka? – No! – Sale per il sentiero e interroga gli altri vicini, arriva fino ai genitori di Vicka. – No… - risponde Zlata, la mamma di Vicka, scotendo la testa. Subito si spande la voce che Jakov e Vicka sono spariti e i cuori si serrano per l’angoscia perché gli abitanti di Bijakovici considerano i veggenti come loro figli, come la pupilla dei loro occhi. Passano i minuti, i ragazzi si sono letteralmente volatilizzati; la madre di Vikia è categorica: non sono passati da qui. D’altra parte non li ha visti nessuno. Jaka rientra a casa sua disperata; gira e rigira per la cucina, poi torna nella camera vuota, là dove erano ultimamente, nell’assurda speranza di ritrovarli, di risvegliarsi dall’incubo. Ma non c’è nessuno! Rimuove i due piatti ormai freddi, sistema la vecchia casseruola, mentre nella sua mente passano velocemente le peggiori scene che un’immaginazione di madre possa concepire. Esce e va a sedersi sotto l’alberello vicino a casa. Da lì potrà spiare… Quando ad un tratto alle 15.50 le sembra di sentire un rumore, Non crede alle sue orecchie, viene dalla casa! – Sei tu Jakov? Jakov salta fuori tutto felice e grida a sua madre: - Mamma, mamma! Siamo andati in Cielo! Abbiamo visto il Cielo! – Il Cielo?!! No… non è possibile! Non posso credere che siate andati in Cielo. “Jakov , raccontaci…” chiedono i pellegrini. – La Gospa (Madonna) è venuta e ci ha portato con Lei. Vicka era con me, andate a chiederle, vi racconterà lei… - Vicka non si fa pregare due volte per raccontare il “suo viaggio nell’aldilà”: - Non ce l’aspettavamo – dice – la Gospa è venuta in camera mentre la mamma di Jakov ci preparava la colazione in cucina. Ci ha proposto di partire tutti e due con Lei per vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno. Questo ci ha molto sorpresi e in un primo momento né Jakov né io abbiamo detto di si. – Porta piuttosto Vicka con te – le ha detto Jakov – lei ha molti fratelli e sorelle, mentre io sono l’unico figlio di mia madre. – Infatti, dubitava che si potesse ritornare vivi da una simile spedizione! – Da parte mia – aggiunge Vicka , - mi dicevo – “Dove ci ritroveremo? E quanto tempo ci vorrà? “ Ma alla fine vedendo che il desiderio della Gospa era di portarci con se, abbiamo accettato. E ci siamo ritrovati lassù. – Lassù? – ho chiesto a Vickia, - ma come ci siete arrivati? – Appena abbiamo detto si, il tetto si è aperto e ci siamo trovati lassù! – Siete partiti con il vostro corpo? – Si, come siamo ora! La Gospa ha preso Jakov con la mano sinistra e me con la mano destra e siamo partiti con Lei. Per prima cosa ci ha mostrato il paradiso. – Siete entrati così facilmente in cielo? – Ma no! – mi ha detto Vickia – siamo entrati dalla porta. – Una porta come?- Mah! Una porta normale! Abbiamo visto San Pietro vicino alla porta e la Gospa ha aperto la porta… - San Pietro? Come era? – Mah! Come era sulla terra! – Cioè? – Circa sessanta, settant’anni, non molto alto ma nemmeno piccolo, con i capelli grigi, un po’ ricci, abbastanza tarchiato… - Non vi ha aperto lui? – No la Gospa ha aperto da sola senza chiave. Mi ha detto che era San Pietro, lui non ha detto niente, ci siamo salutati così semplicemente. – Non è parso sorpreso di vedervi? – No, perché? Capisci, eravamo con la Gospa. – Vickia descrive la scena come se si parlasse di una passeggiata fatta non più tardi di ieri, con la famiglia, nei dintorni. Non sente nessuna barriera fra “le cose di lassù” e quelle di quaggiù. É perfettamente a suo agio fra queste realtà. Stranamente non si rende conto che la sua esperienza rappresenta un tesoro per l’umanità e che il linguaggio del cielo così famigliare per lei, apre una finestra su un mondo completamente diverso per la nostra società attuale,per noi che siamo “non-veggenti”. – Il paradiso è un grande spazio senza limiti. C’è una luce che non esiste sulla terra. Ho visto tanta gente e tutti sono molto felici. Cantano, ballano… comunicano fra loro in un modo per noi impensabile. Si conoscono nell’intimo. Sono vestiti di lunghe tuniche e ho notato tre colori diversi. Ma questi colori non sono come quelli della terra. Assomigliano al giallo, al grigio e al rosso. Ci sono anche degli angeli con loro. La Gospa ci spiegava tutto. “Vedete come sono felici. Non manca loro niente”. – Vicka puoi descrivermi questa felicità che vivono i beati in cielo? – No non posso descriverla, perché sulla terra non esistono parole per dirlo. Questa felicità degli eletti, la sentivo anch’io. Non posso parlartene, non posso che viverla nel mio cuore. – Non hai avuto voglia di restare lassù e di non tornare più sulla terra? – Si! Risponde sorridendo. Ma non si deve pensare soltanto a se stessi! Sai la nostra più grande felicità è quella di rendere la Gospa felice. Noi sappiamo che vuole tenerci sulla terra ancora per un po’ di tempo per portare i suoi messaggi. É una grande gioia condividere i suoi messaggi! Finché ha bisogno di me, io sono pronta! Quando vorrà prendermi con sé sarò pronta ugualmente! É il suo progetto, non il mio… - I beati, potevano vederti anche loro? – Certamente ci vedevano! Eravamo con loro! – Come erano? – Avevano circa trent’anni. Erano molto, molto belli. Nessuno era troppo piccolo o troppo grande. Non c’erano persone magre o grasse o malate. Tutti stavano molto bene. – Allora perché San Pietro era più vecchio e vestito come sulla terra? – Breve silenzio da parte sua… la domanda non le era mai venuta in mente. – É così, ti racconto ciò che ho visto! – E i vostri corpi erano in cielo con la Gospa non c’erano più sulla terra, in casa di Jakov? – No, certo! I nostri corpi sono spariti dalla casa di Jakov. Tutti ci hanno cercato! É durato venti minuti in tutto. – Dopo il paradiso, la Gospa ci ha portati a vedere il purgatorio. É un luogo molto scuro e noi non potevamo vedere quasi niente perché c’era come un fumo grigio, molto spesso del colore della cenere. Sentivamo che c’era una quantità di gente ma non potevamo vedere i volti per via di questo fumo. Potevamo però sentire i gemiti e le grida. Sono molto numerosi e soffrono molto. Sentivamo anche delle specie di urti, come se persone si scontrassero. La Gospa ci diceva: “Vedete come queste persone soffrono! Aspettano le vostre preghiere per poter andare in cielo”. Dopo il purgatorio – continua Vicka – la Gospa ci ha mostrato l’inferno. É un posto terribile. Nel mezzo c’è un gran fuoco, ma non come quello che conosciamo sulla terra. Abbiamo visto gente assolutamente normale, come quelli che si incontrano per la strada, che si gettavano da soli in quel fuoco. Quando ne uscivano assomigliavano a belve feroci che gridavano il loro odio e la loro ribellione e bestemmiavano… Era difficile credere che fossero esseri umani, tanto erano sfigurati, cambiati… Davanti a questo spettacolo eravamo spaventati e non capivamo come una cosa così orribile potesse succedere a quella gente. Fortunatamente la presenza della Gospa ci rassicurava. Abbiamo anche visto una ragazza molto bella gettarsi nel fuoco: dopo sembrava un mostro. La Gospa allora ci ha spiegato quello che avevamo visto e ci ha detto: - Quella gente è andata all’inferno di sua volontà. É una loro scelta, una loro decisione. Non abbiate paura! Dio ha donato a ciascuno la libertà. Sulla terra ognuno può decidersi per Dio o contro Dio. Certe persone sulla terra fanno sempre tutto contro Dio, contro la sua volontà, pienamente consapevoli: cominciano così l’inferno nel loro cuore; quando viene il momento della morte, se non si pentono, è lo stesso inferno che continua. – Gospa – le abbiamo allora chiesto – queste persone, un giorno, potranno uscire dall’inferno? – L’inferno non finirà, coloro che sono là non vogliono ricevere più niente da Dio, hanno scelto liberamente di essere lontani da Dio, per sempre! Dio non vuole forzare nessuna ad amarlo. – Allora chiedo a Vika: - Se Dio ha il cuore buono, non gli importa lasciare che i suoi figli si perdano così, per sempre? Perché non mette una barriera davanti all’inferno, per esempio, o perché non prende nelle sue braccia tutti quelli che si apprestano a gettarsi nel fuoco per convincerli ad andare con lui invece che con Satana? - Ma Dio fa di tutto per salvarci! Tutto! Gesù è morto per ognuno di noi e il suo amore è grande per tutti. Ci invita sempre ad avvicinarci al suo cuore ma cosa può fare quando non si vuole accettare il suo amore? Niente! L’amore non si può imporre! - Alla fine la Gospa affida loro una missione: Vi ho mostrato tutto questo, perché sappiate che esiste e lo diciate agli altri. Come siete tornati a casa? – Nello stesso modo! Siamo ridiscesi attraverso il tetto e ci siamo ritrovati in camera di Jakov!
Da un recente caso di esorcismo: il Pirata
Sabato 12 febbraio 2000 - primo esorcismo
Assieme all'esorcista vi erano anche alcune persone fidate e di provata fede e preghiera per aiutarlo nel compito di scacciare i demoni.
L'esorcismo iniziò con la preghiera del Santo Rosario comunitario di protezione dei presenti, dei loro familiari e di liberazione di Attilia e della mamma (assente in quanto anziana e malata). Alla terza decina Attilia iniziò a provare un senso di soffocamento e a non ricordare le preghiere del Rosario. Alla fine dell'orazione i presenti invocarono con un canto lo Spirito Santo ed effettuarono il canto in lingue. Attilia iniziò ad assumere un aspetto diverso e sofferente (alla fine confidò ai presenti che la preghiera in lingue la faceva star male).
Durante la preghiera di Leone XIII recitata dall'esorcista, Arturo spruzzava il viso di Attilia con acqua di Lourdes, mentre gli altri partecipanti recitavano a bassa voce, in continuazione, il Santo Rosario.
L'esorcista iniziò ad inframmezzare la recita dell'esorcismo di Leone XIII e dei salmi con delle domande, imponendo le mani a Attilia ed ungendola, con dei segni di croce sulla fronte, con olio benedetto.

Esorcista: "In nome di Gesù Cristo ti ordino di dire quanti siete".
Attilia iniziò ad inghiottire ed a muovere il labbro come un cammello, mentre all'interno della bocca, vicino alle gengive, si vedeva dell'inspiegabile sostanza nera che pareva inchiostro. Ma non rispose.
Esorcista: "In quanti siete? Te lo ordino in nome della Santissima Trinità? Indica con la mano quanti siete?"
Attilia, dopo circa quindici minuti di letture di salmi, intervallate da ordini impartiti nel nome di Dio, faticosamente indicò con le dita che dentro di lei c'erano tre presenze.
Esorcista: "Siete anime dannate o angeli decaduti?"
"Non te lo dico!", rispose Attilia assumendo un atteggiamento sardonico e incrociando le braccia in segno di sfida.
Alla fine, dopo ripetuti inviti nel nome di Dio, di Maria Santissima e della Santissima Trinità, l'anima dannata disse d'essere stato, quand'era in vita, un pirata. Affermò d'essere stato ucciso, e d'aver lanciato un urlo di terrore quando finì all'inferno.
Esorcista: "Quante persone vanno all'inferno? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!"
"Tante!" rispose il pirata.
"Qual è il peccato principale che ai giorni nostri porta le persone all'inferno?" lo incalzò l'esorcista.
"La lussuria! E l'ateismo!", rispose l'anima dannata ormai chiaramente manifestatasi.
L'anima dannata sbuffava in continuazione e mostrava un'evidente sofferenza quando Arturo, su invito dell'esorcista, spruzzava il volto di Attilia con acqua di Lourdes, cercando di togliersela.
"Chi ha voluto che Attilia capitasse da noi?", gli chiese l'esorcista.
"Gesù!", rispose il diavolo dopo ripetuti inviti e spruzzate sul viso di acqua di Lourdes.
"Pregano Attilia e la sua mamma?" continuò l'esorcista.
"Sì!" disse il pirata.
"Che cosa devono fare affinchè tu vada via?"
"Occorre che preghino il rosario!"
"E' vero che non puoi nulla nei confronti di chi prega il Rosario intero devotamente e quotidianamente?" continuò imperterrito l'esorcista.
"E' vero!" confermò l'anima dannata.
"Perché la Madonna ha pianto a Civitavecchia nelle mani di un vescovo?"
"Perché non c'è più religione nel mondo!"
"Che cosa bisogna fare per uscire da questa situazione?", chiese l'esorcista.
"Occorre pregare. Soprattutto in famiglia. Guardare meno televisione e pregare di più. Soprattutto il Rosario", rispose il diavolo.
"E' vero che molti programmi televisivi sono tuoi? Rispondi in nome di Gesù Cristo!"
"E' vero!", rispose con un sorriso sardonico il diavolo.
Attilia, continuando a sbuffare, allungò le gambe e diede qualche colpo ritmico col piede.
"Come mai in Europa vi è una massiccia immigrazione musulmana?"
"Perché certi politici la favoriscono per distruggere i valori cattolici", rispose il demonio.
"Ci sono dei preti che ti appartengono? Che militano nella setta della Bestia? Rispondi in nome di Dio!!".
"Sì. Molti!", rispose compiaciuta l'anima dannata assumendo una inspiegabile fattezza del volto, impossibile da riprodurre naturalmente. Evidentemente si trattava del viso dell'anima dannata che si manifestava ormai sempre più chiaramente.
"Com'è l'inferno?! E' come l'ha mostrato la Madonna a Fatima?", continuò l'esorcista.
"Peggio!"
"Allora appartengono a te quanti propagano invece un'idea di un inferno soft; non in sintonia con quanto scritto nella Bibbia e mostrato dalla Madonna? Rispondi in nome della Madre della Verità!"
"Sìì!"
"Il capitolo 12 dell'apocalisse si riferisce all'apparizione della Madonna a Fatima?"
"Sì!"
"E il dragone rosso simboleggia l'eresia profetizzata a Fatima? Cioè il comunismo? Rispondi in nome della Madre della Verità".
"Sì!"
"E' qui presente la Madonna? Indicala!"
Il demonio, tramite Attilia, segnò con la mano la posizione sopraelevata in cui la Madonna si trovava e affermò che gli impartiva gli ordini.
Incalzato dall'esorcista mostrò inoltre la posizione, vicino all'esorcista stesso, in cui si trovava S.Michele Arcangelo invocato durante le preghiere.
"E' vero che i castighi sono alle porte?"
"E' vero", confermò satana.
"Che cosa bisogna fare per bloccarli?"
"Pregare il Rosario", replicò il diavolo, dopo ripetute spruzzate di acqua di Lourdes.
"E' vero che la Madonna salverà quanti pregano il Rosario intero con devozione?"
"E' vero", rispose il demonio confermando indirettamente le promesse legate alla recita quotidiana del Rosario intero.
Poi l'esorcista cominciò a pregare il Salmo 91 ed al punto "…mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire…" disse al diavolo: "Confermi, diversamente da quanto fanno credere alcuni, che voi non potete nulla nei confronti di quanti dimorano all'ombra dell'Onnipotente: di quanti, cioè, vanno devotamente a Messa, Lo pregano, seguono i Suoi comandamenti, Lo invocano e si affidano a Lui?"
"Sììì!!" affermò il demonio, annuendo col capo e mostrando d'essere costretto da una volontà superiore ad avvalorare l'eterna Parola di Dio.
L'esorcista poi citò le parole della Scrittura "…sono caduti nella fossa davanti a me…" ed intimò all'anima dannata di rispondere nel nome del Santo Spirito di verità: "E' vero che se qualcuno ordisce una fattura nei confronti di chi prega devotamente, è lui stesso invece a cadere nella fossa scavata davanti al destinatario della fattura?!".
Anche stavolta il pirata fu costretto a confermare suo malgrado.
"E' già nato l'anticristo?"
"Non ti rispondo!", rispose l'anima dannata con una risata.
"La Madonna lo ha affermato a La Salette. Confermalo in nome di Dio!"
"Sì!"
"Quando te ne andrai?"
"Io non me ne vado!", reagì arrogantemente il diavolo.
"Ma tu chi sei?! Per dire non me ne vado! Sei un nulla di fronte all'Onnipotenza di Dio! E' vero?" lo rimproverò l'esorcista.
"E' vero, sono una nullità!" ammise dimesso il demonio.
"Tant'è che Gesù con uno sguardo fa tremare l'inferno".
"Sììì!"
"Nell'Apocalisse si parla di una piaga dolorosa e maligna che comparirà sugli uomini che recano il marchio della bestia e si prostrano davanti alla sua statua. Si tratta di una piaga fisica? Rispondi nel nome di Dio!" lo interrogò l'esorcista.
"Non te lo dico!" replicò sogghignando l'anima dannata.
"Invece lo devi dire in quanto si tratta di Sacra Scrittura. Rispondi in nome di Maria Santissima!"
"Sììì!"
Attilia, alla fine, indicò con le dita il numero 2 e chiarì che si trattava di mesi. Dichiarò poi che erano rimasti in due in quanto un'anima dannata era fuggita. Confermò inoltre che erano entrati in Attilia da 10 anni tramite l'intervento di un mago.
Terminato l'esorcismo Attilia non ricordava nulla di quanto detto ed era convinta che fosse trascorso solo un quarto d'ora anziché un'ora e mezza. Non ricordava neppure d'aver gettato a terra la Bibbia lasciata un attimo dall'esorcista sul tavolino.


Sabato 19 febbraio 2000 - secondo esorcismo
Attilia ritornò dall'esorcista per un ulteriore momento di preghiera. Raccontò che era riuscita a confessarsi e a pregare meglio. Le erano scomparsi molti dolori anche se alla vista del padre si erano acuiti alcuni disturbi. La mamma invece di uno dei partecipanti aveva avuto in giornata uno strano aumento di pressione arteriosa e Simone, che aveva accompagnato Attilia dall'esorcista assieme a Mauro, aveva lamentato un forte mal di denti. Segni di piccole ritorsioni diaboliche, comunque, prontamente neutralizzate dalle preghiere. Il Signore permette, infatti, certi "disturbi" per stimolare i componenti ad una vigile e costante preghiera di protezione (soprattutto del Rosario) senza la quale il diavolo potrebbe esercitare il suo potere nefasto che solo la preghiera neutralizza.
Iniziò l'esorcismo con la presenza del consueto gruppetto di preghiera. Cominciò con la recita del Santo Rosario finalizzato alla liberazione di Attilia e di sua madre, alla conversione del padre di Attilia ed alla protezione di tutti i presenti da ogni vendetta, ritorsione ed attacco degli spiriti immondi. Venne invocata anche la presenza di Maria Santissima, di S. Michele Arcangelo, dei santi Arcangeli, degli angeli custodi e di molti santi; il demonio confermò anche la presenza di Padre Emiliano Tardif.
Durante la recita del Rosario l'esorcista impose a distanza la mano su Attilia la quale mostrò d'essere a disagio. Alla fine dell'esorcismo la ragazza confidò ai presenti che nel momento dell'imposizione delle mani da parte dell'esorcista aveva sentito una forza invisibile premerle le spalle a tal punto che si sentiva schiacciare. Dopo il canto allo Spirito Santo e la preghiera in lingue l'esorcista le impose una mano sulla testa ed incominciò a leggere l'esorcismo di Leone XIII. Attilia si mise a sbuffare ed all'invocazione "…umiliati sotto la potente mano di Dio…." emise dei paurosi ruggiti. L'esorcista continuò e invitò Arturo di bagnarle il viso con l'acqua di Lourdes. Attilia cessò di ruggire. Sebbene l'acqua di Lourdes fosse fredda, quando alcune gocce cadevano sulla mano dell'esorcista posta sulla testa della ragazza lo stesso la sentiva calda. Anche Arturo confermò questa sensazione allorché intingeva le dita nella medesima.

"Chi sei in nome di Gesù Cristo?!" la interrogò l'esorcista.
Il demonio non rispose.
"Sei ancora il pirata? Rispondi in nome dell'Immacolata e dello Spirito Santo di verità!"
Attilia annuì.
"Dove sei stato ucciso? Nel mar Mediterraneo o nell'oceano? Rispondi in nome della Santissima Trinità!"
"Nell'oceano" rispose il pirata, senza però manifestare l'arroganza della volta precedente.
"Di che nazionalità eri?"
"Inglese e francese" disse il demonio dopo ripetuti inviti dell'esorcista, spiegando che era figlio di un inglese e di una francese.
"Ero importante io!" aggiunse l'anima dannata con un sorriso sardonico di compiacimento.
"Che cosa ricevono i fedeli che pregano devotamente la Madonna davanti alla grotta di Lourdes? Rispondi in nome dell'Immacolata!" comandò l'esorcista, intercalando la lettura delle preghiere.
"Le grazie" rispose il diavolo dopo ripetuti inviti dell'esorcista che incominciò a leggere il salmo 18, mentre il gruppetto pregava sommessamente il Rosario.
"…Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Mi circondavano flutti di morte, mi travolgevano torrenti impetuosi; già mi avvolgevano i lacci degli inferi, gia mi stringevano agguati mortali. Nel mio affanno invocai il Signore, nell'angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, al suo orecchio pervenne il mio grido….." - "Ti piace Davide? L'autore di questo salmo?".
Il diavolo fece una smorfia di disgusto.
"Preferisci ovviamente certi personaggi pubblici, uomini e donne, che conducono disinvoltamente una vita in contrasto con la Parola di Dio?".
L'anima dannata annuì decisa e sorrise molto compiaciuta.
"Quando qualcuno invoca Dio Onnipotente, come ci insegna Davide nel salmo; Lui che è Padre dell'umanità che cosa fa? Rispondi in nome di Gesù!"
"Interviene" rispose lo spirito immondo.
Diversamente dalla volta precedente il demonio denotò stanchezza e non incrociava più le braccia in atteggiamento di ribellione. Segno evidente che le preghiere effettuate durante il primo esorcismo, unite ad un maggior impegno di preghiera di Attilia, stavano facendo il loro effetto.
Durante la lettura del salmo il demonio manifestava comunque avversione nei confronti delle parole di tale orazione ispirata.
"E' vero, come ha affermato una posseduta, che un indemoniato che prega davanti alla grotta di Lourdes riceve un impulso tale e quale un esorcismo concelebrato da centomila preti? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!"
"Non così tanti" replicò il diavolo.
"Quanti allora?! Rispondi in nome di Gesù!"
"Alcuni".
"Alcuni o tanti?" lo incalzò l'esorcista.
"Tanti!" ammise il diavolo, mostrando d'essere costretto da una forza superiore a rettificare le menzogne.
"Che cosa ha promesso la Madonna a quanti pregheranno davanti all'altare del santuario della Madonna di Rue de Bac? Rispondi in nome dell'Immacolata!".
"La salvezza".
"E poi?! Rispondi per il sangue di Cristo!"
"Le grazieee" aggiunse il diavolo, mostrando segni di sofferenza e costrizione soprannaturale.
"Che cosa ricevono i pellegrini che si recano in pellegrinaggio dove la Madonna è apparsa o ha lasciato un segno della sua presenza? In quei santuari riconosciuti dalla Chiesa? Rispondi solo la verità! In nome di Dio!".
Dopo ripetuti inviti dell'esorcista, motivati dal fatto che il demonio non voleva evidentemente confessare delle verità a lui scomode, il pirata disse: "Le grazie".
"Sempre?" lo incalzò l'esorcista.
"Sempre!" ammise, suo malgrado, l'anima dannata.
"E' per questo allora che tu ostacoli costantemente il pellegrinaggio ai santuari?"
Il diavolo si mise a sghignazzare, annuendo compiaciuto.
"In un libro S. Michele Arcangelo è considerato il patrono degli ammalati, perché? Rispondi in nome di Maria Santissima e di Dio Onnipotente!".
Poiché il demonio non rispondeva, l'esorcista invitò Arturo a bagnare con costanza il viso di Attilia ed alla fine, dopo ripetuti ordini in nome di Dio, il diavolo confermò che S. Michele Arcangelo concede numerose grazie di guarigione a chi lo invoca con fede, soprattutto se si tratta di malattie d'origine diabolica.
L'esorcista lesse un brano del Vangelo "E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno. - Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano" (Mc. 16,16 seg.).
"Come mai quest'imperativo eterno del Signore, a tuo danno e per la felicità delle persone, non viene quasi più applicato?! Rispondi in nome di Dio Onnipotente!" chiese l'esorcista.
Il demonio si mise a sogghignare molto soddisfatto.
"Allora sei tu l'ispiratore?!" lo incalzò l'esorcista e l'anima dannata annuì col capo, sempre sogghignando.
L'esorcista lesse altre preghiere, mentre il gruppetto continuava la recita dei Rosari.
"E' importante la devozione a S. Giuseppe? Rispondi in nome della Sacra famiglia!"
"Sìì".
"E' vero che S. Giuseppe è il santo più grande dopo la Madonna? Rispondi in nome della Santissima Trinità".
"Sì" confermò il diavolo, annuendo anche col capo.
"Concede molte grazie S. Giuseppe?".
"Sì".
"Perché è chiamato il santo della buona morte? Rispondi in nome dello Spirito Santo!"
"Aiuta a morire bene" rispose il pirata, dopo ripetuti inviti in nome di Dio e spruzzate di acqua di Lourdes.
"Cioè tiene lontani voi diavoli nel momento della morte?!".
"Sìì".
"Che cosa sono le discoteche? Sono le vostre chiese? " continuò l'esorcista.
"Alcune".
"E' vero che in certe discoteche si trovano anche dei maghi per catturare i giovani? Rispondi in nome dell'Immacolata che ha a cuore la gioventù!"
Il diavolo annuì compiaciuto.
"E' vero che alcuni giovani, dopo le serate in discoteca…."
"si recano nei cimiteri a violare le tombe!" lo interruppe il demonio.
"Che cos'è la droga? E' la tua comunione? Rispondi per il sangue di Cristo!".
L'anima dannata confermò col capo.
"La droga ha trovato spazio in quanti hanno abbandonato le preghiere e l'Eucarestia?".
"Sì"
"Il bastone di Mosè è prefigura di quale preghiera? Rispondi in nome di Dio Onnipotente!"
Il diavolo non voleva rispondere e sbuffava; l'esorcista allora invitò Arturo a bagnare il viso di Attilia con acqua benedetta.
"Il Padre Nostro" disse il diavolo alla fine, fornendo una risposta sottilmente teologica.
"Da solo o accompagnato dalle Ave Maria?" lo incalzò l'esorcista.
Il pirata annuì.
"Allora è prefigura del Rosario, che ovviamente comprende anche il Padre Nostro? Rispondi in nome di Maria Santissima!" continuò l'esorcista.
"Sìì" ammise il diavolo, annuendo decisamente.
"Perché in Francia si è abbattuto recentemente uno strano uragano? E' stato un castigo di Dio? Rispondi solo la verità in nome dell'Onnipotente Dio!"
Il diavolo annuì ed ammise che era la conseguenza della legalizzazione dell'equiparazione della coppie gay con la coppia (un uomo ed una donna) voluta dal disegno creativo di Dio. Affermò inoltre che gli omosessuali non convertiti vanno all'inferno, come del resto previsto nella Sacra Scrittura.
"Il cardinale Siri affermò che l'AIDS è un castigo di Dio. E' veramente un castigo? Rispondi in nome della Madre della Verità eterna!".
"Sìì" ammise il diavolo, manifestando costrizione soprannaturale e debolezza in quanto le preghiere lo sfiancavano.
L'esorcista poi lesse il passo biblico "….perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra….." (Sap. 1,13)
"Perché ci sono molte malattie nel mondo se Dio ha detto che le creature del mondo sono sane? Rispondi in nome della Santissima Trinità! Ovviamente non parlo di quelle malattie che alcuni santi desiderano in unione con le sofferenze di Cristo".
"Perché si prega poco!" dichiarò l'anima dannata.
"Anche perché, come insegna S. Paolo, si commettono i peccati? " lo rintuzzò l'esorcista. Lo spirito immondo annuì con un sorriso sardonico di compiacimento.
"I tumori possono essere considerati una ribellione di alcune cellule nei confronti dell'organismo. Voi diavoli siete la ribellione per eccellenza in quanto vi siete rivoltati a Dio! Siete voi la causa dei tumori?"
"Sìì" ammise l'anima dannata.
L'esorcista sollevò il Rosario con una mano e mostrandolo al diavolo gli disse: "E' questa preghiera l'elisir della salute ed il rimedio contro ogni male?! L'orazione che la Madonna di Medjugorje ha chiamato preghiera dei miracoli! Rispondi in nome di Maria Santissima!"
"Sìì" ammise, costretto da una forza superiore che il diavolo dichiarò essere la Madonna, mentre manifestava l'intenzione di voler strappare la corona del Rosario che Attilia teneva tra le mani; smise solo quando l'esorcista gli ordinò di non romperla.
"Qual è il moderno vitello d'oro?" continuò l'esorcista.
Il diavolo non rispose. L'esorcista quindi invitò Arturo ad aspergere il viso di Attilia con l'acqua di Lourdes.
"E' la televisione? Dove tu predichi attraverso alcuni tuoi profeti? Rispondi in nome di Gesù, nostro Dio e Signore!"
"Sìì" ammise il demonio.
"Perché le famiglie si dividono?"
"Tu lo sai!" replicò il demonio.
"Sì, ma voglio che tu lo dica agli altri!"
"Perché si guarda troppa televisione al posto di pregare".
"E' importante la preghiera comunitaria? Rispondi in nome di Dio!"
"Molto".
"E quella familiare?!"
"Molto!" rispose il diavolo, annuendo con decisione.
"Parla delle manipolazioni genetiche" gli intimò l'esorcista.
"Non si devono fare!" disse il diavolo.
"Perché sono contrarie al piano creativo di Dio?" domandò l'esorcista.
"Sììì".
"E le fecondazioni artificiali?!" continuò l'esorcista.
"Anche quelle non si devono fare". Poi il diavolo imprecò contro i partecipanti del gruppo esorcistico apostrofandoli "Maledetti!"
"Qual è l'azione più importante per compiere le opere di Dio? Rispondi in nome di Gesù!"
"La fede!" rispose il pirata.
"Ma la Scrittura parla anche delle opere?" ribattè l'esorcista.
"Tutte e due" disse il diavolo.
Il demonio aggiunse anche, incalzato dall'esorcista, che nel momento del Giudizio aveva udito la voce di Dio che gli aveva mostrato tutti peccati compiuti in vita dei quali non aveva chiesto perdono e poi la voce gli aveva ordinato, come insegnato da Gesù nel Vangelo (Mt. 25,41), d'andare all'inferno.
"Che cosa vuole dire la Madonna, per tuo tramite, all'umanità? Rispondi in nome di Maria Santissima!"
"Bisogna pregare di più!".
"Dove?" chiese l'esorcista.
"Nelle case!"
Dopo circa un'ora e mezza di preghiere, l'anima dannata denotava grande stanchezza. Allora l'esorcista, dopo aver ricevuto conferma che i due spiriti immondi rimasti se ne sarebbero andati a Pasqua se Attilia avesse continuato a pregare il rosario, concluse l'esorcismo.
La ragazza non ricordava nulla di quanto aveva detto e manifestava l'ignoranza biblica tipica di molti cristiani.
Durante la notte l'esorcista venne svegliato da strani passi e rumori accompagnati dal soffio aggressivo di un animale. L'esorcista si mise a pregare il Rosario che portava al dito ed i rumori cessarono immediatamente.

Tratto dalla rivista "Il Segno" N. 144 - Aprile 2000,

 
Top
0 replies since 5/3/2017, 17:36   1025 views
  Share